Perché è "La Différence Cristal"

27 ottobre 2016 | Milano, Four Seasons

Parlano di lui come di un grande vino, elaborato su richesta dello Zar, Alessandro II, per proteggersi e distinguersi, durante le feste, in compagnia di illustri ospiti. E’ la cuvée Cristal, l’ineguagliabile cilindro dorato, una carezza per il palato, un brillante per l’occhio. Si è parlato di lui al Four Seasons Hotel di Milano in occasione della presentazione dell’annata 2009, in cui la Maison Louis Roderer ha deciso di produrlo. Il millesimo è ricordato per l’inverno rigido e secco seguito da una splendida estate soleggiata e di scarse precipitazioni; un grande classico per un vino fresco e baciato dal sole.

Un lussuoso salotto milanese per una celebre uscita dunque per mostrare l’ultima creazione dello Chef de Caves Jean-Baptiste Lécaillon che insieme a Fredric Rouzaud, Presidente della Maison Roederer e  Massimo Sagna, importatore e distributore dei vini dell'omonima società, spiega il perché ci sia il bisogno, da oltre una decade, di uscire dal clima. Un suolo pulito, ricco di vivi elementi conferma la gioia di avere una perfetta sanità delle uve al momento della vendemmia, è la ragione indimenticabile per decidere di produrre un vino sincero, figlio della terra, privo di spigoli effervescenti. Un etat d’ésprit già enunciato dall’enologo Emile Peynaud: “la qualità di un vino proviene per l’80 % da quella del grappolo”.



Il Cristal, classificato come un biodinamico per il 60%, è un progetto ambizioso destinato ad essere un puro entro il 2020. Tra i 240 ettari di proprietà nei migliori Grands Crus della Montagne de Reims, della Vallée de la Marne e della Côte des Blancs il lavoro di analisi e di cura delle vigne è meticoloso, di estrema ratio, condotto seguendo il calendario lunare. Ciò è parte de La Différence Cristal, una dottrina, una filosofia che diventa un vino di sopraffusione mitica, per un incontro sensazionale.

L’assenza di validi motivi per ritornare ad elaborare cuvée convenzionali è natura, l’essere all’interno, come uomini, del ciclo della vite. La Différence Cristal spiega con quattro fotogrammi il diverso approccio alla produzione dello champagne, una terra estrema, dal clima violento ed imprevedibile. In questa campagna si sfiorano gli insegnamenti steineriani, forse sorpassati ed abusati e per questo, privati del loro valore, per introdurre efficacemente nel rigo semplici note dal suono attento, bio, ma anche dinamico, per continuare un percorso adatto al modernismo.

Regole naturali già studiate da storici come Aristotele, Plinio e Virgilio che si erano interessati alle influenti conseguenze dell’acqua, del terreno, dell’aria e del sole.

I fossili, la biodinamica, le fasi lunari e le stagioni.

Gli orizzonti terrestri, la loro conformazione, carichi di fossili, sono una risorsa, la memoria del tempo che non si ferma e continua a raccontare la storia. Il benessere del suolo è dato dai preparati a base di quarzo per una migliore fotosintesi, il nutrimento della pianta.





Nella nostra galassia i pianeti interni sono uno stimolo per la riproduzione, Venere, per il movimento della Terra, il soffio vitale, la Luna. All’esterno, Marte è l’ardente plagio per la pianta, Giove in un fulmine e in un raggio, è la natura sfidante ed infine Saturno, è una glaciale pressione, un’anima stressante. È solo quando il nostro satellite è invisibile che la Terra fissa le informazioni notturne raccolte e applica le forze riproduttive, siano esse crescenti o calanti.
Una gelata invernale rinforza il silenzio della vigna che si mostra spoglia, riflette l’abbandono del sole, libera il tempo per il riposo di se e dell’uomo che la coltiva.
Un altro anno è passato, un’altra grande cuvée è nata, attendiamo il prossimo risultato dell’incontro tra l’uomo e la natura. 


CRISTAL 2009                                                                             


Prodotto per il 60 % da uve Pinot Noir e il restante 40% da Chardonnay, il dosaggio è pari a 8 g/l. La malolattica pari a zero, l’affinamento per il 16% in fusti di rovere, i 6 anni di maturazione e gli 8 mesi in bottiglia ritornano in un calice che ben si accoglie per eleganza, finezza ed intensità. Questa solida struttura si prepara ad un meraviglioso e lungo invecchiamento.

Il colore dorato trova sinergia nei profumi di agrumi e di albicocca secca che si incontrano dolcemente con le note del caprifoglio. Una beva organizzata, rettilinea, precisa e delicatamente sofisticata che si integra con energia ai gusti del frutto che si specchiano nel gesso e a cascata, son bagnati da fiocchi di cioccolato bianco.

Questa serata è stata anche occasione per un secondo incontro, prestigioso, che conferma il movimento della Maison, la presentazione del Brut Nature 2009. A sorpresa si racconta di “une page en plus”, il secondo capitolo della collaborazione tra Louis Roederer e il designer Philippe Starck che disegna l’etichetta con carattere inglese. In essa troviamo la spontaneità e l’orgoglio di "un uomo che ha fatto uno champagne di cui è fiero su un foglio bianco trovato per caso, un pezzo di giornale o un acquerello della figlia. Poi, con semplicità e naturalezza, evidenzia le parole importanti con il pennarello. Questo champagne non ha bisogno di ulteriori artifici. La bellezza si scopre nella sua essenza, quando non c'è più niente da togliere. Ed è il caso del Brut Nature 2009: l'unica cosa da togliere è il tappo, per berlo." Philippe Starck. 

Bibliografia:
Michel Bouvier - Les vins en biodynamie

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