Les Vins de Mâcon: i giovani Chardonnay di Borgogna
Milano, 2015-11-23
Visto il crescente boom ed interesse per i vini di
Borgogna, uno dei fiori all’occhiello della produzione enologica francese, i
produttori dell’ UPVM provenienti da Mâconnais,
la “Borgogna del sud” hanno deciso di intraprendere alcune azioni di promozione
avvalendosi della collaborazione del Bureau
Business France col fine di mettersi
“a la page” per affacciarsi, con dolcezza, alla finestra del mondo del vino e
del business, per tentare di conquistare nuove nicchie di mercato sempre più
popolato dai Millennials: un target
veloce che non ama aspettare e che richiede vini che richiamino le loro
abitudini e stili di vita. Les Vins de
Mâcon: i giovani Chardonnay di Borgogna possono essere la novità francese
in grado di colmare questo gap.
1972 è l’anno di nascita del Sindacato viticolo di
produttori dei vini di Mâcon, una
delle zone più produttive della Borgogna. UPVM,
Union des Producteurs de Vins Mâcon, riunisce oggi 900 viticoltori operanti in
12 cantine cooperative di cui 400 sono cantine private.
Il 23 novembre al
“Wine Tasting AOC Mâcon” presso l’elegante location That’s Wine di Milano è
stata occasione per 14 tenute francesi di mettersi in discussione e in mostra proponendo
le loro espressioni di Chardonnay, una delle cultivar più esportate nel mondo, che
in Borgogna non smette di stupire ed affascinare per la sua evoluzione e
complessità del corpo e dei profumi.
Se si guarda la cartina geografica di questa regione,
rispetto ai blasonati e celebri comuni di
Dijon e Nuits-St-Georges, ci troviamo in un triangolo di quasi 40
chilometri di vigneti da Macon-Cluny-Tournus
passando per Sennecey-le-Grand fino a Crèches-sur-Saône.
Se si parla di Borgogna
bisogna indicare che la presenza del mare già nell’età giurassica influenza
ancora oggi le colture e i terreni. Più a nord infatti nella Cote d’Or, le
marne, miste ad argille, fossili e depositi calcarei, costituiscono l’
importante asset strategico artefice del corpo, struttura e longevità delle
uve prima, del vino, poi. Al contrario, più a sud, le pendenze, il rapporto nel terreno tra calcare/argilla e
sabbie apportano più insolazione, vento e drenaggio. La produzione di
Chardonnay nel Mâconnais è intensa e i vini si caratterizzano per la loro freschezza
e vibrazioni agili e scattanti, alla portata di tutti i portafogli, senza peccare
in qualità.
La denominazione Mâcon dal punto di vista geografico
si estende su una superficie di ben 3900
ettari. Dal punto di vista
produttivo questa porzione di Borgogna cuba il 16 % di quella totale, pari a 30 milioni di bottiglie annue
destinate principalmente all’elaborazione dei vini bianchi, 100% con uve
Chardonnay venduti nel settore HO.RE.CA all’estero e tramite vendita diretta.
Nello specifico tutti i colori del vino trovano spazio con la produzione di
vini bianchi per il 61,3%, di crémant per il 9%, di rosé per lo 0,3% e di rossi
per il 26,4% mediante l’impiego di uve Chardonnay, Pinot Noir, Gamay e Aligoté.
Tre anche sono i livelli di denominazione: Mâcon, Mâcon –Villages e Mâcon,
seguito dal nome del comune.
La Borgogna esige ordine e precisione. In tutte le
pubblicazioni si fa tanto parlare dei vini del “cru” e del “terroir“ ma in questo habitat univoco e
cesellato è bene menzionare “clos” e
“lieux dits” questi ultimi, porzioni di una zona ben definita e
circoscritta in qui elaborare e raccogliere il meglio che la natura crea,
soprattutto se i processi di coltivazione sono certificati biologici e rasentano il biodinamico.
La geologia
affascina i palati e le menti più curiose, se si volesse fare una degustazione geo-sensoriale
è cosa buona prendere appunti e segnarsi che nella parte sud-ovest della
regione il terreno è di tipo granitico (adatto per la coltivazione del Gamay)
ed argilloso, culla dell’acidità. Al centro e nella parte ad est il suolo è
misto di marne grigie e calcare, compartecipi alla produzione di vini fruttati,
fini e da lungo invecchiamento. Infine a nord le terre sono più basculanti in
cui non mancano falle ed erosioni. In questo ultimo grembo anche le vigne più esperte faticano a trovare un adeguato
nutrimento.
Di seguito le note tecniche relative ai 14 produttori
e vini presenti a questa anteprima milanese presentati dal Giornalista Antonio
Paolini:
Cave Cooperative D’Aze - AOC Mâcon-Azé Blanc - “Cuvée
Jules Richard 2013”: cooperativa di
124 cantine che conferiscono uve provenienti da tutte le zone della
denominazione di età che va dai 40 ai 60 anni. Per l’elaborazione di questo
vino non viene impiegato il legno ma la sapiente selezione ed assemblaggio
delle uve regalano un vino dal colore giallo paglia carico con sentori spiccati
di banana e di canditi. In bocca si spalanca la porta all’ equilibrato
retrogusto di burro e di mandorla.
-
Domaine ELOY - AOC Mâcon Milly-Lamartine Blanc 2014: età media delle vigne è di 40 anni e per
l’elaborazione del vino si usano solo vasche di acciaio. Il colore è un bel
giallo paglierino tendente all’oro. I profumi spaziano dal mango con cristalli
di miele a presagire in bocca un po’ di grassezza ed untuosità che si
spalleggiano con freschezza e salinità. Il gusto è contenuto ma in equilibrio ed armonia.
- Cave de Charnay – AOC Mâcon- Charnay-les Mâcon Blanc
Domaine - “Les Persons 2014”: cantina
con 140 ettari di proprieta per un
volume di produzione importante, venduto per il 20% all’estero. Le vigne hanno
età media di 50 anni ed il vino, prima di essere imbottigliato, passa 8 mesi in
botti grandi di 3° e 4° passaggio. Il colore giallo oro anticipa i sentori che
ricordano un cremino con strati di nocciola e mandorla amalgamati all’ananas
surmatura. In bocca la velocita rettilinea segna il suo passaggio con chicchi
di sale.
- Domaine de L’Echelette - AOC Mâcon-
Cruzille Blanc – “La Belouse 2014”: piccola cantina famigliare di 13 ettari
ubicata in una delle zone più a nord della regione. Le vigne vecchie di 60 anni
si trovano ad un’altezza di 300 metri e vengono raccolte tardivamente (15 giorni
dall’inizio della vendemmia). L’assenza del passaggio del legno si intuisce già
al colore, un giallo limpido e brillante. Al naso si scorge una punta pietrosa
con richiami floreali, di camomilla. Fine e schietto in bocca si presenta con
beva compatta e sgrassante.
Domaine du Bicheron - AOC
Mâcon-Péronne Blanc – “Vielles Vignes 2014”: classificati come “Vignerons
indépendants”, attenti all’uso di pesticidi e trattamenti questa è una piccola
realtà artigianale a sud di Mâcon con 50 ettari di proprietà. Le vigne hanno 80
anni e per l’elaborazione di questo vino sono solo 2,5 gli ettari impiegati in
cui ricavano 50 ht per ettaro. Dopo un
periodo di 12 mesi sulle fecce in soli tini di acciaio questo vino appare
giallo paglierino vivo con sentori agrumati di pompelmo e di timo. In bocca è
bilanciato, fresco e salino con un finale amarognolo che convince entrambi i
“cervelli” mentale e gustativo.
- Fichet - AOC Mâcon-Igé Blanc – “La Cra 2014”: azienda
con 26 ettari situati su di un suolo ricco di calcare. Il terreno gioca nel
ruolo del play maker ed imposta la
partita sentori vs gusto. Dopo la conversione malolattica e un passaggio di 12
mesi in fusti nuovi per il 30-40%, il colore è giallo oro intenso e i profumi
richiamano la pesca sciroppata e scorze di arancia rossa tinte nel rum. La
bocca e le guance sono abbracciate da un
manto caldo, quasi stanche per aver masticato
la mineralità.
- Domaine Christophe Perrin - AOC Mâcon-Bray Blanc –
“La Montagne 2014”: il giovane
viticultore alla guida di questo domaine produce in suoli argillosi e calcarei a
nord di Mâcon 15.000 bottiglie in 6,5 ettari di proprietà situati ad altitudini
“estreme” per la zona, 400 metri ca. La
fermentazione inizia in acciaio e continua in botti nuove di 3°- 4° passaggio.
Il colore è giallo paglierino con raggi di sole. Il naso è segnato dalla papaia
e dalla nocciola con punte di biancospino ed amaretto. La bocca è unita con un
andamento gustativo frenetico che non rispetta i consueti limiti di velocità.
-
Vigneron des Terres
Secrets - AOC Mâcon - Verzé Blanc -
“Croix-Jarrier 2014”:
cooperativa di produttori che
contano 900 ettari e 6 ml di bottiglie. I numeri impongono la ricerca
dell’equilibrio e continuità. I terreni sono su suoli ricchi in calcare a
nord-ovest di Mâcon in microclimi caratterizzati dal freddo. Il colore è giallo
paglierino fine. Al naso i sentori di frutta gialla matura e di burro salato
anticipano muscolosità, spalle acide e una buona struttura.
- Vignobles et Pepinieres Thevenet et Fils - AOC Mâcon –
Milly – “Lamartine Blanc 2013”: con 30 ettari di proprietà per
l’elaborazione delle 3000 bottiglie di questo vino si impiegano i 7 ettari di
giovani vigne di 10 anni impiantate nelle zone più ad ovest da Mâcon. Dopo tre mesi
di acciaio e le operazioni di batonnage il processo di produzione ultima in
barrique. Il colore è giallo paglia
carico. Al naso intensi profumi di mango e di pera abate preannunciano una
fruttuosità e un corpo in cui l’acidità si fa spazio delicatamente.
- Cave de Lugny - AOC Mâcon – Lugny Blanc –
“Coeur de Charme 2013”: per questo primo millesimo le 4 cooperative
operanti con 234 soci, hanno dato alla luce 30.000 bottiglie. All’ interno
della zona di produzione si annovera anche l’omonimo paese del vitigno usato,
Chardonnay. I 1200 ettari di vigne hanno un’età media di 40 anni e sono situate
nelle zone più vocate nei villaggi di Mâcon, Mâcon-Villages e limitrofi.
Entrambe le fermentazioni, alcolica e malolattica avvengono in acciaio. Il
colore è giallo paglierino con unghie cristallo. Il naso è avvolto dai profumi
della pesca gialla dura e dai fiori bianchi. In bocca in un primo momento
appare quasi spento ma col calore si sprigionano acidità e salinità. Un finale
lungo e persistente che se oggi si fa desiderare tra qualche anno riuscirà a
farsi apprezzare nell’immediato.
-
Chaeau de Messey - AOC Mâcon – Cruzille Blanc –
“Clos des Avoueries Tête de Cuvée 2013”: piccola azienda a gestione
famigliare con 6 ettari nei comuni di Mâcon Chardonnay e Cruzille ed un
volume produttivo di 30.000 bottiglie annue. Le vigne con età media di 40 anni
sono a un’altitudine di 300 metri.
Il colore è giallo paglierino
secco. Nonostante la raccolta tardiva delle uve i profumi sono monopolio della
mela verde e del lime. Il gusto è fresco
e “tout droit”, vivo e scattante. Una nuova espressione de Bourgogne.
- Chateau des Bois - AOC Mâcon – Milly –Lamartine Blanc
– “Eole 2013”: azienda a gestione
famigliare la quale impiega 6,5 ettari dei 43 totali per l’elaborazione di un
Mâcon dedicato al principe greco e dio del vento, figlio di un microclima presente in un anfiteatro naturale
che si contraddistingue appunto per la presenza di Eolo. A quest’ultimo si riconosce il merito di asciugare,
concentrare e proteggere gli acini dalle muffe e dalle malattie. Le vecchie
vigne di 50 anni producono 3500 bottiglie annue con l’impiego di botti nuove
nel processo di vinificazione. Il colore è giallo oro con riflessi solari. Il
naso è carico di frutti esotici e di lievito usato per l’elaborazione di
prodotti freschi di pasticceria. L’entrata in bocca è come un’onda decisa in
cerca di una riva in cui sprigionare la sua complessità. L’evoluzione in corso
richiama retrogusti di mandorla e vaniglia.
- Domaine du Moulin a l’Or - AOC Mâcon – Fuissé Blanc –
“Le Bruyères 2012”: azienda
proveniente dal comune più a sud della regione con i suoi 9 ettari produce
25.000 bottiglie annue. Il processo di fermentazione parte con i lieviti
autoctoni per poi passare a quelli tecnici dopo aver raggiunto i 5 vol%.
L’allungamento del processo consente la migliore estrazione dei profumi e di
polialcoli che conferiranno morbidezza, tipica dei grandi vini di Borgogna.
Dopo 12 mesi di legno in fusti di 5° - 6° passaggio e nessuna operazione di
batonnage, il colore si presenta giallo paglierino con riflessi crema. Il naso
è soffice e burroso con punte di albicocca secca. In bocca il palato è
accarezzato e solleticato. Questo vino, l’unico della batteria datato 2012 è
ancora di ottima beva e vivacità.
- Domaine des Riots – AOC Mâcon – Pierreclos Rouge “
Vielle Vignes 2013 “:
Il giovane produttore ad ovest
di Mâcon si presenta in questa giornata con il suo vino rosso elaborato a
partire da uve Gamay da agricoltura biologica e biodinamica. Il colore è un
rosso magenta che richiama violetta.
I suoli sabbiosi e granitici s i svelano e conferiscono profumi terrosi,
vegetali e di lampone. Il morbido ed elegante pattern sulla lingua guida verso
il retrogusto di polpa e di pepe.
Per concludere mi sento di
dire che i vini di Mâcon sono usciti allo scoperto e possono presentarsi a
fianco dei grandi vini di Borgogna come valida alternativa quotidiana.
Da oggi chi si vuole concedere
un Borgogna può farlo. Tutti gli addetti al settore sono chiamati all’appello
tra qualche anno per vedere l’evoluzione e la tenuta di questi giovani Chardonnay.
Per maggiori informazioni sui vini e sull'UPVM contattare l'Ambassade de France en Italie
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